A cosa servono i sistemi informativi sanitari? Che impatto hanno sul lavoro dei professionisti e la vita dei pazienti?

Superando i luoghi comuni che spesso accompagnano l’introduzione delle nuove soluzioni digitali, propongo una semplice metodologia per misurare in modo oggettivo l’impatto in termini di vantaggi e svantaggi per gli utenti, i pazienti, le aziende sanitarie.

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I medici e la sindrome dei troppi documenti

Analogamente a quanto avviene con i pazienti che portano con sé una montagna di documenti, anche il Fascicolo Sanitario Elettronico genera la stessa frustrazione e disagio.

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Innovare senza cambiare, il paradosso della sanità digitale

Stiamo utilizzando il digitale per passare dalla carta all’elettronico, una trasposizione digitale che non altera i processi che sono gli stessi di trent’anni fa, mancando così le opportunità che potremmo cogliere se ripensassimo la sanità in chiave digitale.

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“Do ut des”, il principio con cui realizzare la sanità digitale

A medici e infermieri viene richiesto di firmare documenti, inserire e validare dati, ossia dedicare parte del loro tempo per far funzionare i sistemi informativi. Ma che cosa ne ricevono in cambio?

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AI in sanità tra aspettative, preoccupazioni e voglia di sperimentare

Riflessioni su un interessante evento dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale con la presenza di diversi attori e differenti punti di vista.

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Stiamo davvero utilizzando il digitale per affrontare le priorità della sanità?

È la domanda che dovrebbero porsi coloro che definiscono gli investimenti nelle tecnologie digitali. La sensazione è che si continuino a finanziare le stesse cose, magari con nuove tecnologie, senza toccare le vere criticità.

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Come può la digitalizzazione aiutare la sanità pubblica?

Come possiamo impiegare le tecnologie digitali per ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta? Progettando degli “automi digitali” che possano svolgere alcuni compiti a basso rischio o che permettano di impiegare meno tempo in altri che oggi fanno i medici o gli infermieri.

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