
La conclusione del PNRR pone numerosi interrogativi su come evolverà il mercato delle soluzioni digitali per la sanità, tra rischi e opportunità per fornitori e aziende sanitarie.
Con l’avvicinarsi della conclusione del PNRR si pone, per fornitori ICT e aziende sanitarie, il problema di come affrontare il periodo successivo. Poiché il problema è molto differente tra i primi e i secondi, è opportuno trattarlo in modo separato.
Non c’è dubbio che il PNRR abbia rappresentato, per i fornitori di soluzioni digitali e di consulenza, una grande opportunità per aumentare i loro bilanci e, di conseguenza, i loro ricavi. Un fenomeno, tuttavia, che ha la connotazione di una vera e propria bolla. Per far fronte agli ordini queste aziende hanno aumentato i propri organici e, per trattenere o acquisire i migliori talenti, spesso dai loro concorrenti, incrementato gli stipendi. Un sensibile aumento dei costi, giustificato dalla quantità di progetti da portare a termine, oltretutto in un arco temporale davvero ridotto e spesso irrealistico.
Nasce quindi il problema di come trovare un equilibrio una volta che, terminati i finanziamenti del PNRR, si tornerà ai volumi di investimenti usuali della sanità. Parte di questi dovranno poi essere impiegati per la manutenzione dei sistemi che sono stati messi in esercizio, sia pure non in modo completo. Le risorse economiche per nuovi investimenti saranno presumibilmente minori di quelle pre-PNRR.
C’è poi il problema di completare quanto realizzato e collaudato. Le aziende sanitarie, per rispettare le tempistiche del PNRR, hanno dovuto obtorto collo firmare dei collaudi “molto generosi”, sottoscrivendo un tacito patto tra gentiluomini con i loro fornitori per completare, successivamente al collaudo, tutto ciò che manca. Sono costi aggiuntivi per i fornitori che andranno a incidere sulla marginalità delle commesse, da gestire nei bilanci di quest’anno e del prossimo.
Non è forse casuale se tutti e tre i maggiori fornitori del settore sono in vendita, sia pure con dinamiche diverse. Un modo, forse, per capitalizzare il boom dovuto al PNRR.
Anche le aziende sanitarie hanno però i loro problemi. Il più importante, come già scritto, è riuscire a completare i loro progetti. Il rischio è di trovarsi con sistemi collaudati incompleti o parzialmente funzionanti. Anche trovando nuovi fondi sarà difficile per loro giustificare ulteriori investimenti su progetti che in teoria dovrebbero essere terminati e operativi.
Rimane poi il problema di amalgamare e valorizzare quanto è stato fin qui commissionato e parzialmente realizzato. Per la ristrettezza dei tempi ci si è dovuti concentrare sull’essenziale, spesso trascurando funzionalità e sotto sistemi utili che consentono di dare valore ai dati e alle applicazioni principali. La sfida è di evolvere da un approccio opportunistico verso un piano strategico che veda le tecnologie digitali creare valore per i pazienti, gli operatori, le aziende sanitarie. Per fare questo servono però idee, una visione strategica e, naturalmente, risorse economiche, oltre alla capacità e la disponibilità dei fornitori ICT.