EMRAM e PNRR, bugia o verità?

I punteggi medi che le aziende sanitarie hanno calcolato prima degli interventi sulla digitalizzazione dei DEA di primo e secondo livello sono davvero bassi, nettamente al di sotto della media europea. Fotografia di una triste realtà o strategia?

In principio fu il PNRR, una vera e propria manna dal cielo. Una sorta di vincita alla lotteria per il nostro paese, del tutto inaspettata che ci ha colti impreparati. Una quantità di soldi erogati dall’Unione Europea, parte a fondo perduto, parte come prestito, da spendere in pochi anni per realizzare riforme, infrastrutture, servizi, in poche parole per migliorare la vita dei cittadini italiani.

Tra i settori beneficiati c’è anche la sanità e una parte dei fondi ad essa destinati sono stati previsti per la digitalizzazione degli ospedali (sedi di DEA di primo e secondo livello) e della medicina del territorio, tra cui la telemedicina.

Per ottenere la copertura dei fondi le aziende sanitarie devono dimostrare che gli investimenti effettuati hanno determinato un incremento del livello EMRAM. Questa scala, realizzata da HIMSS, prevede otto livelli, da zero a sette, ciascuno dei quali descrive un diverso grado di maturità, in modo incrementale. La figura che vedete di seguito riporta, in sintesi, le condizioni previste per ciascun livello.

Prima perciò di attivare gli interventi previsti le aziende sanitarie hanno effettuato una auto-valutazione del proprio livello di maturità digitale rispondendo a più di 270 domande suddivise in cinque aree di interesse: gestione della resilienza; adozione da parte degli utenti clinici; acquisizione dati e scambio informazioni sanitarie; analisi assistenza sanitaria e misurazione risultati; coinvolgimento degli utenti.

Queste auto-valutazioni hanno prodotto una grande quantità di voti bassi (1, 2) o addirittura di voti zero! Possibile che il livello della digitalizzazione degli ospedali italiani sia davvero questo? A cosa sono serviti allora gli investimenti eseguiti prima del PNRR?

In questo periodo le aziende sanitarie stanno, con l’aiuto di un esperto indipendente, il così detto “ingegnere competente“, eseguendo una rivalutazione del proprio livello EMRAM che vede, stavolta, voti più alti, segno evidente del miglioramento ottenuto grazie ai nuovi software che sono stati installati. Tutto bene, allora? Siamo di fronte a un nuovo miracolo italiano?

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