Prevenzione 4.0

Riflessioni e spunti su come trasformare la prevenzione coerentemente con la medicina basata sulle 4P. Una sintesi del mio intervento per l’accademia dello screening mammografico organizzata da ARES Sardegna e dalla ASL di Cagliari insieme a GISMa.

Negli anni le regioni e le aziende sanitarie hanno, grazie al supporto delle tecnologie digitali, perfezionato sempre più gli screening oncologici, selezionando e filtrando sempre meglio il target e i processi diagnostici. Anche la comunicazione si è nel tempo ampliata e viene diffusa anche attraverso il web e i social, a supporto delle lettere di invito che rappresentano il canale principale di reclutamento. È una sorta di “pesca a strascico” dove l’obiettivo è di “riempire la rete” con quante più persone possibile – la percentuale di adesione.

La prevenzione è una delle “P” che compongono la così detta medicina delle 4P: Personalizzata, Partecipativa, Preventiva, Predittiva. Quella odierna possiamo dire che è 1P, cioè medicina preventiva. E per le altre P?

Riprendo qui un tema che mi è caro, ossia come ridisegnare la sanità con le tecnologie digitali, un passo ulteriore rispetto alla sanità supportata dalle tecnologie digitali, ciò che abbiamo realizzato sino ad oggi (qui trovate un esempio). Ma tornando al tema di questo articolo, come possiamo ridisegnare la prevenzione con le tecnologie digitali? Come possiamo rendere più personalizzata e partecipativa questa importante pratica medica?

La risposta può essere un’app e/o un portale, rivolto ai cittadini, con la quale:

  • Raccogliere i consensi del cittadino, così da superare l’ostacolo oggi rappresentato dalla privacy che condiziona l’operato dei centri screening e delle regioni;
  • Consentire, attraverso questionari mirati, un calcolo del rischio individuale di contrarre una patologia tumorale e di quanto una diagnosi precoce possa concretamente migliorare la prognosi, anche attraverso l’uso di infografiche e indicatori semplici da comprendere;
  • Promuovere contenuti educativi personalizzati anche in base all’analisi del rischio;
  • Comunicare notizie e informazioni utili;
  • Illustrare i referti, quando possibile, spiegare i concetti meno comprensibili;
  • Veicolare campagne e altre iniziative di prevenzione

Uno strumento, un nuovo canale con cui interagire e coinvolgere i pazienti, fornendo loro non indicazioni o informazioni generiche ma personali, specifiche, molto più efficaci. Un mezzo con cui migliorare l’alfabetizzazione sanitaria e la partecipazione del paziente nella tutela della sua salute.

Una sfida affascinante, complessa, che va affrontata abbandonando la “comfort zone” attuale per pensare in modo innovativo, differente, esplorando le opportunità e le criticità che questo nuovo approccio comporta. Una volta realizzato tutto ciò, come spingere i pazienti a scaricare e utilizzare l’app o utilizzare il portale? Con quali strategie? E come fare poi in modo che gli stessi siano fidelizzati e la utilizzino davvero? Quali cambiamenti organizzativi servono nei Centri Screening per affrontare questa sfida?

Sono domande complesse a cui dare una risposta attraverso un team multidisciplinare che possa includere tutte le idee, le competenze e le esperienze necessarie. Un viaggio verso un nuovo modello di prevenzione da affiancare a quella che già oggi esiste.

One thought on “Prevenzione 4.0

  1. Enzo Chilelli 14 Ottobre 2024 / 20:01

    Sempre stimolante il tuo contributo.
    E seppur vero che la sanità è un settore complesso va sempre ricordato che in Costituzione il diritto alla Salute è uno dei pochi diritti fondamentali (anche se il sistema scricchiola non poco) ed allora alle tue domande si dovrebbe rispondere semplificando non aggiungendo burocrazia (che tra l’altro toglie tempo di cura a medici ed infermieri).
    La tecnologia deve aiutare e la privacy deve essere una protezione e non un ostacolo perchè se i dati nel 2027 non saranno standardizzati, messi in sicurezza, condivisi ed utilizzati, si assisterà al più grande fallimento politico mai visto ed a pagarne lo scotto sarà la collettività, che invece da questo sforzo dovrà trarne benefici.
    Ricordo che fino a poco tempo fa i dati dei deceduti non potevano essere utilizzati per la ricerca se non previa richista di nuovi consensi agli eredi (ovvero mai!), come si è posto rimedio a questo vulnus vanno trovate soluzioni semplici per garantire che l’innovazione in sanità sia un bene comune.

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