
La Lombardia ha approvato una delibera che approva, nell’ambito della farmacia dei servizi, un progetto di riconciliazione farmacologica scollegato dai dati e dai sistemi regionali.
Prima di fare alcune considerazioni è necessario illustrare in cosa consiste il progetto “sperimentale” che è stato approvato nell’ambito del progetto promosso dal Ministero della Salute, denominato “Sperimentazione dei Nuovi Servizi nella Farmacia di Comunità”. Il progetto prevede l’attivazione di alcuni servizi nelle farmacie tra cui la telemedicina e la riconciliazione farmacologica.
La Riconciliazione della Terapia Farmacologica è il processo che partendo dal confronto tra la lista dei farmaci assunti dal paziente, eventuali integratori e/o altro (Ricognizione), e quelli che dovrebbero essere somministrati nella particolare circostanza, permette al Medico di giungere alla formulazione di una decisione prescrittiva farmacologica.
Il progetto prevede che la ricognizione sarà effettuata nelle farmacie che aderiranno al progetto attraverso l’arruolamento del paziente e la compilazione, da parte del personale della farmacia, di un questionario previa adeguata informativa sulle finalità del servizio e sulle modalità di trattamento dei dati.
Non essendo disponibile in tempi brevi una piattaforma architetturale regionale adeguata alla gestione delle diverse fasi dei processi operativi previsti, si procederà in questo modo:
- L’arruolamento delle farmacie sarà svolto con una Piattaforma “ARRUOLAMENTO FARMACIE” resa disponibile da FEDERFARMA LOMBARDIA,
- La ricognizione sarà svolta con una Piattaforma resa disponibile da FEDERFARMA LOMBARDIA, per registrare le Schede di Ricognizione, opportunamente codificate sulla base delle indicazioni della Cabina di Regia,
- Una applicazione software “RICONOSCIMENTO COMPENSI”, che acquisendo le prestazioni espletate dalle Farmacie, determinerà il riconoscimento mensile da corrispondere alla singola Farmacia (nell’ambito dei servizi SISS) e sarà utile per le attività di rendicontazione progettuali.
In aggiunta a quanto sinora prescritto, è previsto l’ulteriore Flusso (extra Piattaforma) ASST → Medici, nel quale ciascuna Scheda di Ricognizione sarà inviata dall’ASST al Medico curante che ha manifestato il proprio interesse alla partecipazione del progetto sperimentale. Nel caso il Medico curante dell’Assistito non avesse espresso tale volontà, la Scheda resterà in possesso dell’ASST e resa disponibile al Medico su sua esplicita richiesta, fatti salvi gli invii “a tutela della salute”.
La delibera prevede che “la Direzione Generale Welfare Regionale si riserva di sostituire, parzialmente o integralmente alcuni elementi della piattaforma descritta con architetture di proprio dominio o affidate a Terzi; in tal caso, FEDERFARMA LOMBARDIA si renderà disponibile sin d’ora, direttamente o tramite soggetti da essa incaricati, a fornire i dati gestiti per la migrazione nella nuova architettura“.
La scheda di ricognizione farmacologica prevede cinque step:
1 – Informazioni dell’assistito

2 – Ricognizione generica

3 – Aggiornamento terapie e ricognizione farmaci

4 – Terapie non convenzionali

5 – Gradimento assistito.

Il progetto prevede di coinvolgere tra le 900 e le 1.500 farmacie che dovrebbero arruolare, entro fine anno, circa 4.000 – 5.000 assistiti per un totale di 9.000 ricognizioni. Le farmacie riceveranno un compenso di 42,50 euro per ciascuna prima scheda di ricognizione, 25 per ogni aggiornamento della terapia.
Tornando al titolo, perché allora parlo di “cure disintegrate”? I medici di medicina generale sono coinvolti marginalmente nel progetto, decisione che deriva probabilmente dalla difficoltà di coinvolgerli più attivamente (lascio a voi immaginare il perché). Eppure, a ben guardare, la ricognizione farmacologica dovrebbe essere un loro compito.
C’è poi da chiedersi se la ricognizione debba essere fatta ex-post o se non sia più opportuna effettuarla ex-ante, al momento della prescrizione.
Lascia inoltre perplessi che, per fare una ricognizione farmacologica, la Regione Lombardia debba richiedere alle farmacie di compilare un questionario intervistando dei pazienti. Quale grado di completezza / affidabilità avranno? Gli assistiti sanno quale tipologie di farmaci assumono o ricordano esattamente il nome del medicinale?
Possibile che, avendo un Sistema di Accoglienza Regionale e un Fascicolo Sanitario Elettronico, la ricognizione vada fatta con un’intervista? A cosa servono allora gli investimenti e gli sforzi sulla sanità digitale?