
Mentre da noi si autocelebrano i fasti e il “primato europeo” del FSE, malgrado l’intervento del Garante che ne ridimensionato la portata e lo stato di attuazione, i medici sloveni utilizzano uno strumento molto più avanzato e utile.
Inizio con una doverosa premessa: chi legge questo blog sa che non faccio polemiche e che i miei articoli sono finalizzati a stimolare e promuovere la buona sanità digitale. I progetti importanti, come il FSE 2.0, richiedono idee chiare, scelte giuste e il tempo necessario, senza il quale è difficile avere le prime due. Magari anche la possibilità di coinvolgere, sin dalla progettazione, quanta più esperienza e intelligenza possibile che, è bene dirlo, in Italia non mancano. Ampliando, è sempre utile, i propri orizzonti e vedendo anche cosa fanno gli altri.
Oggi vi mostro come è fatto il Fascicolo Sanitario Elettronico della Slovenia, un nostro “vicino“, un Paese che ha 2,1 milioni di abitanti, più di 50 ospedali e oltre 1.500 medici di famiglia. Una realtà più piccola della Toscana e più grande della Calabria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Abruzzo.
Il FSE attuale è la terza generazione di un progetto che si è evoluto nel tempo ed oggi include più di 600 milioni di record con circa l’85% dei documenti strutturati di 101 tipologie. Ogni mese vengono creati 8 milioni di documenti e ne vengono consultati 20. Un sistema fatto in casa da un’azienda slovena, Better. L’architettura del FSE vede tre livelli logici, di cui il più interessante è quello dati.

I documenti sono basati sullo standard IHE XDS mentre i dati strutturati sono in formato openEHR.
Il risultato di questo approccio è visibile nella prima immagine, un cruscotto che realizza, in modo nativo, quello che in Italia dovrebbero compilare, a mano, i medici di medicina generale: il Profilo Sanitario Sintetico (Patient Summary), che non fanno.
In una sola schermata i medici sloveni hanno un quadro sintetico ma completo del quadro clinico del paziente con anche l’indicazione grafica dei trend. Qualcosa insomma di profondamente diverso dalla lista dei documenti che i nostri FSE forniscono (non inserisco immagini a confronto per non indicarne uno specificatamente).
Qualcuno potrebbe a questo punto osservare che, va bene, la Slovenia è un piccolo paese ed è quindi più facile ottenere certi risultati. Anche se la confrontiamo con le nostre regioni più piccole la differenza è notevole.
Bisogna dire che in teoria sarà l’Ecosistema dei Dati Sanitari a permettere di ottenere, finalmente, un FSE simile a quello sloveno. Ma quanto tempo ci vorrà? Sono state fatte le scelte giuste? Si stanno progettando servizi utili e interfacce utente efficaci? Lo vedremo. Nel frattempo mi permetto di dare un umile consiglio: anziché enfatizzare ciò che è stato fatto, creando false aspettative negli utenti, sarebbe meglio disegnare e condividere l’intero percorso evolutivo del FSE coinvolgendo tutti gli stakeholder e indicando chiaramente le tappe previste. L’innovazione si costruisce insieme.