La Cartella Clinica Territoriale – parte prima

Cosa è o potrebbe essere la CCT? Diciamo subito che non dovrebbe essere un ulteriore silos, ce ne sono già troppi!

In ospedale per i degenti si adopera la Cartella Clinica dei Ricoveri (CCR), mentre per gli esterni si usa quella Ambulatoriale (CCA). Entrambe costituiscono la Cartella Clinica Ospedaliera (CCO). Va però detto che talvolta si adoperano Cartelle Cliniche Specialistiche, come, ad esempio, nel caso della diabetologia o della nefrologia, che sono dei sistemi a sé stante. La CCO è di norma pensata per documentare le condizioni cliniche e le attività svolte nell’ambito di un episodio di cura. I contenuti e la modalità di memorizzazione (dati codificati o testo libero) variano da reparto a reparto, da ospedale a ospedale. Ci sono cartelle strutturate ed altre che sono poco più di un sistema di videoscrittura per il referto.

Sul territorio ci sono anche qui diverse Cartelle Cliniche Specialistiche adoperate dai servizi diagnostici o specialistici più una varietà di sistemi dedicati ad ambiti di salute (ad es. dipendenze, salute mentale) oppure assistenziali (ad es. ADI, protesica). Ciascun sistema è un silos che contiene, al suo interno, i dati, di norma in formato proprietario, le codifiche, le logiche funzionali, le regole di accesso ai dati (privacy). Ci sono poi gli applicativi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta.

Il paziente, in base alle sue condizioni e necessità, incontra nel suo percorso di cura professionisti di diversi setting che adoperano sistemi differenti. Ciascuno di essi registra delle informazioni che sono quindi frammentate in più sistemi che sono eterogenei per struttura dati (proprietarie), codifiche, correlazioni. Manca, sul territorio, l’equivalente del Dossier Sanitario Elettronico. In teoria questo compito potrebbe essere svolto dal Fascicolo Sanitario Elettronico che però, al momento, non è alimentato dai sistemi territoriali.

Manca dunque una Cartella Clinica Territoriale (CCT). Ma cosa è o potrebbe essere la CCT? Diciamo subito che non dovrebbe essere un ulteriore silos, ce ne sono già troppi! La CCT ideale dovrebbe aggregare, organizzare e rendere disponibili le informazioni prodotte dai sistemi territoriali fornendo una vista integrata (Unified Care Record) della situazione sociale e sanitaria del paziente, i suoi bisogni, le prestazioni, i servizi e i presidi di cui usufruisce, le condizioni cliniche (patologie, sintomi, complicanze, parametri e dati), gli episodi di cura che lo riguardano. Dovrebbe essere basata su un formato dati aperto, standard, come ad esempio openEHR. Deve offrire diverse modalità per l’accesso o la scrittura dei dati (API, linguaggi di interrogazione dati, ETL, gateway FHIR, etc..).

Ma come devono essere visualizzate queste informazioni? E come fare per quelle che mancano? Ne parleremo nel prossimo articolo.

1 – Continua

5 thoughts on “La Cartella Clinica Territoriale – parte prima

  1. aavezza 30 Maggio 2024 / 16:57

    Egregio, non posso che essere super d’accordo e complimentarmi per la lucida analisi della situazione (disastrosa) dell’integrazione dei sistemi sanitari, locali e centrali. Nutro invece qualche perplessità sull’ipotesi di soluzione. Non è certamente creando ulteriori oggetti (“silos”??) che si risolve il problema. A mio parere, sarebbe sufficiente far funzionare il FSE, e tutti i relativi collegamenti, senza dover costruire altre infrastrutture. Tra l’altro, mi risulta anche ci siano dei fondi all’uopo (PNRR). Magari fosse la volta buona che come Paese riusciamo a spenderli bene ? Disponibile naturalmente ad un confronto più strutturato oltre questo scarno post. Cmq grazie per aver trattato il punto. Cordialità

    • Massimo Mangia 30 Maggio 2024 / 17:04

      Grazie per il commento. Non credo, per diverse ragioni, che il FSE, anche nella versione 2.0, possa operare come un vero e proprio Clinical Data Repository. L’EDS è pensato come un repository FHIR che ha tanti limiti di cui ho parlato spesso in questo blog. C’è poi da dire che molti dati sono oggi “orfani”, ossia non ci sono sistemi che li producono in modo strutturato.

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