Cartella Clinica Territoriale – seconda parte

Vediamo cosa e come dovrebbe essere visibile attraverso la CCT.

Continuiamo in questo articolo l’analisi di cosa dovrebbe essere e come dovrebbe funzionare la Cartella Clinica Territoriale (qui trovate la prima parte). Prima però devo accogliere il suggerimento di Stefano Carboni fatto su LinkedIn che suggeriva di definirla Cartella Clinica Socio-Sanitaria Territoriale (CSST); in effetti è più appropriato e coerente con quanto ho espresso anche se, parlando di Territorio, dovrebbe essere ormai scontato, ma non lo è, parlare di socio-sanitario (l’integrazione tra i due ambiti è ancora un concetto teorico, purtroppo).

Cosa e come dovrebbe essere visibile attraverso la CCT? Tre aspetti fondamentali:

  • I percorsi che il paziente affronta, siano essi espliciti, ossia basati su PDTA o PAI, sia impliciti, ossia logici (ad esempio i contatti e le prestazioni che un paziente riceve per una data patologia);
  • Le informazioni organizzate secondo criteri clinici o sociali, così da agevolare il lavoro dei professionisti sanitari ed evitare che debbano cercare quelle di cui hanno bisogno;
  • Suggerimenti e indicazioni relativi a protocolli e linee guida, in una logica di Evidence Based Practice, ossia la medicina basata sulle prove di efficacia (Evidence Based Medicine).

Il paziente territoriale è di norma seguito da un’equipe multidisciplinare, di nuovo esplicita o implicita, formata da specialisti che si fanno carico delle patologie di cui si occupano (ambito sanitario) o di bisogni che hanno in carico (ambito sociale); ecco perché è importante che la CCT abbia strumenti efficaci e “intelligenti” per accedere alle informazioni.

La figura che segue mostra uno schema logico per un Viewer Sanitario intelligente che combina e integra i tre aspetti che ho appena menzionato.

Le informazioni non hanno alcun link o collegamento logico: è il Viewer che le aggrega e le organizza. Se esiste un PDTA o un PAI è possibile confrontare ciò che è stato realmente erogato con quello che era prescritto. Bisogna però considerare che i pazienti con PDTA o PAI sono un numero ristretto; per tutti gli altri è il Viewer che ricostruisce il percorso effettivo del paziente.

La figura che segue mostra un esempio parziale di Viewer sanitario intelligente.

Lo specialista, nel caso mostrato, può selezionare la patologia di interesse e vedere le informazioni pertinenti. Queste sono integrate com le linee guida e i promemoria del supporto decisionale (EBM). Scegliendo un’altra diagnosi il cruscotto cambia dinamicamente.

Ma come fare invece per quelle informazioni che non sono disponibili perché il sistema che le produce non può essere integrato o perché non sono raccolte in modo strutturato? Lo vedremo nel prossimo articolo.

2 – Continua

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