Gli appalti specifici del PNRR

Molti capitolati tecnici sono il “copia e incolla” di altri malgrado le differenze che esistono a livello di aziende sanitarie e regioni. Tutti i limiti di un approccio che impatta sulla qualità della domanda.

Il “copia e incolla” dei capitolati tecnici non è un nuovo fenomeno ma una prassi consolidata nel tempo. Ciò che colpisce negli appalti specifici delle gare di sanità digitale di Consip è il ricorso smodato a questa pratica malgrado il coinvolgimento di rinomate società di consulenza nella loro stesura.

C’è chi spiega il fenomeno adducendo il poco tempo a disposizione, dovuto alle pratiche necessarie per ingaggiare i consulenti; c’è però da dire che alcuni progetti erano state concepiti prima del PNRR e rimandati per disporre dei finanziamenti necessari e delle modalità di gare semplificate introdotte da Consip.

Non c’è nulla di male di “copiare” delle buone pratiche. Ma possibile che tra una gara e l’altra non ci sia tempo e modo per approfondire alcuni temi e migliorare qualche aspetto? A cosa servono dei consulenti se ci si limita a replicare quanto già fatto per un altro progetto?

La definizione di un capitolato tecnico dettagliato permette di evitare o ridurre le “interpretazioni” che si devono fare con il fornitore una volta aggiudicata la gara che richiedono tempo e portano a un “contenzioso” più o meno complesso da gestire.

C’è poi da osservare che se chi scrive non conosce a fondo la realtà delle aziende sanitarie in cui il progetto dovrà svolgersi (ancora più difficile se la gara è regionale) c’è il concreto rischio di formulare requisiti tecnici e funzionali che non sono applicabili. Certe asserzioni, magari corrette dal punto di vista meramente concettuale, sono inapplicabili allo stato delle cose attuale.

I fondi del PNRR sono parte a fondo perduto, parte dei prestiti che il nostro paese dovrà restituire. In entrambi i casi è indispensabile usarli al meglio.

2 thoughts on “Gli appalti specifici del PNRR

  1. Lello Leschiera 23 Gennaio 2023 / 10:06

    Ottimo spunto, Massimo. Dal mio punto di vista (di appalti specifici ne ho visti e gestiti parecchi), vedo anche tre ulteriori aspetti su cui fare qualche riflessione.
    1. Buona parte della documentazione di gara viene autoprodotta dai clienti:.quando si “coglie” l’intervento della società che ha vinto l’AQ di PMO, si nota un forte depauperamento di contenuti e di dettagli e un forte incremento di forma e di visione strategica che nulla ha a che fre, in genere, con le necessità dell’Amministrazione
    2. Percepisco nelle Amministrazioni una certa “ignoranza” dei meccanismi di AQ, per cui risulta difficile riconciliare le richieste forzatamente allineate con i servizi di AQ (es. compro un SW truccandolo da sviluppo) con le reali necessità
    3. Credo che l’impostazione data da Consip per gli AQ sul mercato IT Sanità (servizi generici di sviluppo, delivery e gestione) non soddisfi pienamente le necessità delle Amministrazioni: forse il problema nasce a monte e oggi noi tutti (Amministrazioni e Fornitori) dobbiamo gestire “martellate” per adattare strumenti di acquisto ed esigenze sia espresse che inespresse

  2. Daniela Novelli 23 Gennaio 2023 / 19:47

    Sono felicemente fuori dal giro da un anno ma seguo ,seppur da lontano, e purtroppo registro che nulla cambia. Si parla tanto di etica e per quelli di una certa età anche di tutoraggio per le nuove leve : ma come si può essere onesti quando la domanda pervicacemente ignora la realtà . Come è possibile fingere che il mercato della sanità sia fatto di progetti ad hoc e non di prodotti? Ma perchè chi pubblica questi appalti , supposto che sia così ignorante (nel senso che ignora sia la domanda sia l’offerta)) non legge ad esempio la presentazione delle primi 5 players per scoprire che vendono prodotti. E questa finzione è perpetuata anche nei progetti di ricerca……
    Tutto è troppo sciocco per non essere doloso

Rispondi