Perché openEHR è una scelta win-win per le aziende sanitarie e i loro fornitori

L’attuale modello dati dei sistemi informativi è vantaggioso per i fornitori ma penalizzante per le aziende sanitarie che non governano né hanno pieno accesso ai propri dati.

Ogni sistema informativo sanitario è composto da un database relazionale SQL, oppure non relazionale o anche entrambi. La struttura dati è, salvo rare eccezioni, definita dal produttore che crea un formato proprietario. I sistemi più complessi arrivano ad avere centinaia di tabelle e relazioni (nel caso di un DBMS relazionale). La struttura dati è parte integrante della soluzione, ossia possiamo affermare che i dati sono “dentro le applicazioni“. Di conseguenza soltanto il produttore della soluzione può “metterci le mani” (lock-in). Ogni qual volta l’azienda sanitaria ha bisogno di consultare i propri dati o estrarli deve chiederne al fornitore l’accesso che può avvenire in varie modalità (viste, messaggi, API). Molto raramente le soluzioni hanno una completa interfaccia di accesso ai dati. Se poi si deve cambiare il sistema informativo bisogna “migrare” i dati, operazione così complessa che spesso ci si rinuncia, lasciando il vecchio sistema attivo per consultare i dati storici, con tutti i rischi sulla sicurezza e i problemi che ne derivano.

Se per il fornitore questa situazione può rappresentare un vantaggio, viceversa per le aziende sanitarie è un grande svantaggio. Certo operare in un mercato captive ha i suoi benefici e dal punto di vista tecnico il formato proprietario dei dati garantisce la massima libertà ma, alla lunga, questi vantaggi possono anche rappresentare dei limiti. Malgrado i “bollini” che derivano dalle certificazioni di qualità, la documentazione tecnica è sempre scarsa. Quando vengono a mancare coloro che hanno progettato il sistema o che lo conoscono in profondità può essere difficile, per il fornitore, sostituirli e assicurare la continuità dei servizi, così come se poi questi vuole coinvolgere terze parti per affidare loro dei servizi o lo sviluppo di alcune componenti. In momenti poi di espansione del mercato e di picchi di lavoro, come ad esempio quello che stiamo vivendo con il PNRR, può diventare complicato dar seguito alle richieste delle aziende sanitarie, con il rischio di deteriorarne la relazione.

Adottare un formato dati open può rappresentare un vantaggio sia per i fornitori, sia per le aziende sanitarie. Separare i dati dalle applicazioni ne assicura la trasversalità funzionale e temporale – i dati sono per sempre – evitando i rischi e i costi delle migrazioni. Di tutto questo e molto altro parleremo nel secondo webinar dell’Accademia di Salute Digitale dedicato a openEHR. Due gli appuntamenti:

Martedì 26 novembre ore 18-19

  • Introduzione e breve storia di openEHR
  • Architettura e modello di riferimento
  • Gli archetipi
  • I template
  • Il linguaggio AQL

Per accedere al webinar è necessario registrarsi qui.

Giovedì 28 novembre ore 18-19

  • Modello dati aperto per evitare il lock-in dei fornitori
  • Uso di openEHR nello sviluppo delle soluzioni cliniche
  • openEHR, FHIR e OMOP, tre standard diversi ma complementari 
  • Programmazione low-code in openEHR, esempi pratici

Per accedere al webinar è necessario registrarsi qui.

Vi aspetto, venite a comprendere perché openEHR sta diventando lo standard di riferimento per la persistenza dei dati clinici. 

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