Il tesoro nascosto dei dati sanitari

Quale conoscenza possiamo ricavare dai dati sanitari? Ne parleremo il 9 giugno alle ore 15:30 in un convegno promosso dalla Senatrice Annamaria Parente, Presidente della 12° commissione permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica.

Abbiamo un tesoro nascosto nei dati sanitari che non riusciamo a trovare malgrado siano tanti anni che li adoperiamo. Siamo molto bravi a contare quanti ricoveri, interventi, prestazioni sanitarie vengono eseguite o quanti farmaci vengono prescritti. I dati ci forniscono una fotografia accurata di ciò che il Servizio Sanitario eroga ai cittadini e dei costi che le Regioni e quindi lo Stato sostengono per l’assistenza e le cure.

In alcuni casi misuriamo anche i tempi di attesa (domanda evasa) che, in alcuni casi, sono davvero lunghi e creano malcontento nei cittadini. Non riusciamo invece a quantificare, se non indirettamente, la percentuale di domanda inevasa perché questa non viene registrata (a differenza delle prenotazioni). Possiamo esaminare la domanda per classi di priorità, assegnate dai medici prescrittori, ma sappiamo poco sulla sua appropriatezza. Ci rendiamo conto come, a fronte di una domanda in costante crescita, non sia possibile aumentare in modo conseguente la capacità di offerta, per diverse ragioni, con il rischio di vedere crescere in futuro i tempi di attesa. 

Sulla possibilità di migliorare l’appropriatezza abbiamo più di un indizio. I medici specialisti lamentano la scarsa appropriatezza prescrittiva che dilata i tempi di attesa per coloro che necessiterebbero di una visita o un esame in tempi brevi e li accorcia per coloro che non ne hanno bisogno o che potrebbero effettuarli in tempi più lunghi.

C’è poi il fenomeno della medicina difensiva. Secondo dati del Ministero della Salute questa incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10,5% del totale; il 76,5% dei medici prescrivono esami strumentali a scopo difensivo.

Ma come è possibile rilevare l’inappropriatezza? Certamente è più difficile che contare i ricoveri o gli esami, dal momento che non esiste un flusso informativo specifico. Bisogna analizzare dati diversi, correlarli, interpretarli con metodologie e tecnologie che includono anche l’intelligenza artificiale.

L’analisi dei dati può riguardare altri fenomeni che hanno un impatto sui posti letto e quindi sui tempi di attesa, come le complicanze che determinano un prolungamento della degenza o le riammissioni ospedaliere, a scapito di altri pazienti oppure gli eventi avversi.

Dobbiamo, in altre parole, dopo aver imparato a contare (misurare cioè quanto o che cosa) utilizzare i dati per comprendere il perché dei fenomeni che oggi monitoriamo, in modo da poter individuare le azioni necessarie per governare la sanità basandoci sulla conoscenza che i dati possono fornire.

Parleremo di questi aspetti presentando alcune esperienze di particolare interesse in un convegno, promosso dalla Senatrice Annamaria Parente, Presidente della 12° commissione permanente (Igiene e Sanità) del Senato della Repubblica, che si terrà il 9 giugno alle ore 15:30 presso la Sala Capitolare presso il Chiostro di Santa Maria sopra Minerva, Palazzo della Minerva, presso Senato della Repubblica, in Piazza della Minerva, 38 Roma. Per partecipare è necessario accreditarsi inviando una email a: segreteriaparticolare.parente@senato.it

Vi aspetto!

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