Va bene preservare la privacy dei nostri contatti, ma tutto il resto?

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La discussione che si è generata sulla possibile adozione dell’app Immuni è sicuramente comprensibile e condivisibile. Ci sono però tanti altri rischi per la nostra privacy che non vengono considerati.

In questo periodo di emergenza, mai come prima, viaggiano dati sensibili, ad esempio referti di tamponi, attraverso email e WhatsApp o su sistemi che operano su rete internet con misure di sicurezza deboli (username e password).

Molti medici adoperano dai propri computer sistemi di videoconferenza per visitare i propri pazienti, senza porsi troppe domande sulla sicurezza di questi strumenti.

Informazioni sensibili, come ad esempio i nomi e gli indirizzi dei pazienti contagiati, viaggiano via email su file PDF o Excel tra medici, aziende sanitarie, regioni e comuni.

Nessuno, o quasi, trova nulla da ridire. Siamo in una fase di emergenza e la priorità è curare le persone e fornire loro alcuni servizi essenziali.

Affidiamo le nostre emozioni, i nostri sentimenti, le nostre idee politiche alla rete, attraverso i social, senza alcuna preoccupazione. Utilizziamo servizi, come la posta elettronica, le app, le mappe, l’e-commerce che ci profilano e accumulano una quantità spaventosa di informazioni sul nostro conto.

Memorizziamo nel cloud i nostri documenti, le nostre immagini, i nostri video senza pensarci un solo istante, salvo poi talvolta pentirci di cosa abbiamo condiviso.

Eppure, malgrado ciò, la sola idea di avere un’app che possa tracciare i nostri contatti in modo anonimo ha scatenato una discussione mai vista. La cosa che più stupisce è che si parli di un’app che ancora non c’è, di un progetto quindi. Non stiamo discutendo di architetture informatiche, misure di sicurezza, criteri di conservazione dei dati, modalità di funzionamento. Stiamo confrontandoci sull’idea che sta alla base dell’app, ossia la possibilità di tracciare i contatti personali e sulla obbligatorietà – incentivazione o meno dell’utilizzo.

Siamo in presenza di un dibattito di principio o ideologico su uno strumento che potrebbe non limitare le libertà personali ma compromettere la tutela e la riservatezza della nostra esistenza. Vita che mettiamo in mostra per vanità e sentirci meno soli, donando i nostri pensieri, le emozioni e il frutto intellettuale del nostro lavoro ai giganti della rete.

Sociologi e psicologi avranno molti aspetti da studiare e comprendere.

 

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