A cosa servono i sistemi informativi sanitari? Che impatto hanno sul lavoro dei professionisti e la vita dei pazienti?

Superando i luoghi comuni che spesso accompagnano l’introduzione delle nuove soluzioni digitali, propongo una semplice metodologia per misurare in modo oggettivo l’impatto in termini di vantaggi e svantaggi per gli utenti, i pazienti, le aziende sanitarie.

Molto spesso, quando si parla di sistemi o di tecnologie digitali sanitarie, si elencano una serie di vantaggi che la loro introduzione consentirebbe di ottenere. Quasi sempre si tratta però di affermazioni generiche che enfatizzano soltanto alcuni aspetti – i benefici – trascurando gli svantaggi che ne derivano. Tutti concordano sull’importanza di avere dati ma non si riflette sullo sforzo che la loro produzione comporta, ad esempio in termini di attenzione e tempo richiesti. Ma anche se volessimo soffermarci solo sui benefici qual è il reale impatto che una nuova soluzione digitale determina? È un tema che ho affrontato spesso su questo blog e di cui trovate alcuni articoli qui.

Per facilitare una valutazione approfondita sui vantaggi e gli svantaggi di una soluzione che sostituisce una precedente o digitalizza dei processi svolti su carta, vi propongo una matrice che esamina quattro ambiti (dimensioni):

  1. L’efficienza, ossia la produttività di una struttura sanitaria;
  2. L’efficacia, ossia la qualità delle cure e dell’assistenza;
  3. L’esperienza del paziente e dei suoi caregiver;
  4. I costi o i risparmi, ossia l’impatto economico.

Ciascun ambito comprende sei aspetti chiave. Per quanto riguarda l’efficienza vediamo come la soluzione impatta su:

  1. Tempo dei medici per curare i pazienti
  2. Tempo degli infermieri per assistere i pazienti
  3. Tempo del personale amministrativo per svolgere le pratiche
  4. Numero di ricoveri, lista di attesa per ricoveri ordinari
  5. Numero accessi al Pronto Soccorso, il tempo medio di permanenza
  6. Numero prestazioni ambulatoriali, lista di attesa per visite ed esami diagnostici

Per l’efficacia valutiamo l’impatto su:

  1. Esiti clinici, prognosi
  2. Errori medici
  3. Appropriatezza clinica
  4. Aderenza alle linee guida e alle buone pratiche
  5. Degenza media
  6. Numero riammissioni ospedaliere

Per l’esperienza paziente come questa si estrinseca in:

  1. Accesso – richiesta di servizi e prestazioni sanitarie
  2. Relazione con i medici
  3. Comodità della fruizione delle cure
  4. Completezza e comprensione delle informazioni sulla salute
  5. Coinvolgimento attivo del paziente nella gestione e la tutela della propria salute
  6. Supporto al paziente su adempimenti e prestazioni da svolgere

Infine, per quanto riguarda l’ambito economico:

  1. Spese assicurative e legali
  2. Costo personale
  3. Acquisto farmaci
  4. Logistica (stoccaggio, distribuzione, scadenza) del farmaco
  5. Acquisto beni – materiali ad es. presidi sanitari, protesi, …
  6. Logistica (stoccaggio, distribuzione, scadenza) dei beni e dei materiali

Per ciascuna delle ventiquattro voci è possibile esprimere un valore numerico da -3 a -1 se la soluzione comporta un peggioramento (svantaggio) rispetto alla situazione pre-esistente, 0 se è ininfluente, da 1 a 3 se invece determina un miglioramento (vantaggio). Sommando i valori si ottengono dei totali per ambito e il totale generale. Se questo è positivo la nuova soluzione determina un beneficio, un valore per l’organizzazione sanitaria, se negativo un disvalore. Può capitare che un ambito sia negativo, altri positivi. Ad esempio se introduco un sistema di logistica intelligente per il farmaco potrei ottenere una riduzione dei farmaci scaduti e una diminuzione del costo dei farmaci ma impattare sul tempo degli infermieri che, per adoperare il sistema, devono impiegare più tempo di quanto non facciano utilizzando dei moduli cartacei. Con un Decision Support System potrei migliorare gli esiti, ridurre gli errori e ottenere più aderenza a scapito però dei medici che devono prestare tempo e attenzione alle indicazioni del CDSS. Il bilancio tra le voci positive e quelle negative mi dice se complessivamente sto ottenendo un beneficio e a scapito di cosa.

Nel determinare il valore bisogna valutare con attenzione l’impatto diretto della soluzione, chiedendosi se esiste realmente un nesso di causa – effetto e quanto questo incida. Ad esempio un CUP riduce davvero le liste di attesa? Quali impatti ha il Fascicolo Sanitario Elettronico sul lavoro dei professionisti e la vita dei pazienti? Le voci che ho proposto possono essere misurate con dati reali, effettuando un’analisi ex-ante e una ex-post la messa in esercizio della soluzione. Questo modello, pur non essendo del tutto esatto da un punto di vista scientifico, può comunque fornire un’indicazione utile sul cambiamento che la soluzione digitale ha apportato, magari insieme a modifiche dei processi e organizzative.

Potete modificare la matrice che vi ho presentato a vostro piacimento, ad esempio includendo temi che non ho trattato o approfondendone altri. La compilazione della matrice deve essere fatta dagli utenti, eseguendo una media dei voti ricevuti. È anche possibile stabilire dei criteri di pesatura tra i gruppi di utenti in funzione del loro numero, del ruolo svolto e così via.

Provate la matrice e fatemi sapere cosa ne pensate!

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