Affrontare il problema dei tempi di attesa al momento della prescrizione

Il medico prescrive, i pazienti sono soli alle prese con le carenze del servizio sanitario nazionale. Come ricomporre un processo che oggi è completamente scollegato.

Il medico prescrive oggi esami e visite specialistiche senza alcuna indicazioni sui tempi di attesa. È vero che spesso conosce la situazione e quindi ha un’idea di massima del problema che però viene completamente ribaltato al paziente; è lui che deve farsi carico di trovare la struttura sanitaria dove svolgere quanto è stato richiesto. Altro che paziente al centro! Semmai possiamo affermare che è al centro del problema.

Il medico insomma prescrive e così facendo conclude il proprio lavoro. Poco importa se e quando potrà vedere i referti, è un problema del paziente. Alla prescrizione viene assegnata una classe di priorità che però, in molti casi, non garantisce i tempi previsti dalla norma. Il percorso diagnostico è condizionato dalla disponibilità del servizio sanitario e dalla capacità di spesa del paziente che, se sceglie l’intramoenia o di eseguire l’esame a pagamento, può contare su tempi di attesa molto più ristretti.

Il rischio, concreto, è che il percorso diagnostico possa allungarsi più di quanto sia sostenibile dal punto di vista medico o interrompersi del tutto. Tutto ciò avviene a valle della visita del medico che non conosce se e come il paziente abbia trovato una soluzione, in una logica di medicina di attesa che è l’antitesi di qualsiasi discorso sui PDTA e la medicina di iniziativa.

Un possibile rimedio a questo meccanismo sarebbe di collegare i sistemi di accoglienza regionale – SAR – che ricevono le prescrizioni e assegnano il numero di ricetta elettronico – NRE – ai sistemi CUP in modo da restituire, insieme al NRE, l’indicazione sulle prime disponibilità per gli esami e le visite richieste, sia in regime SSN, sia intramoenia, con i relativi costi. Il medico potrebbe comunicare queste informazioni al paziente e valutare insieme a lui su come procedere: dare delle raccomandazioni su come comportarsi, iniziare intanto una terapia, valutare esami alternativi e così via. Sarebbe il modo per condividere e affrontare insieme il problema delle liste di attesa, cercando il modo migliore per gestire il problema. Ovviamente tutto ciò non risolve il problema a monte, di cui ho parlato nel post precedente (lo trovate qui), ma sarebbe comunque meglio dell’attuale situazione, nella quale il paziente è solo con il suo problema.

One thought on “Affrontare il problema dei tempi di attesa al momento della prescrizione

  1. Grazia 31 Luglio 2024 / 12:39

    Condivido quanto scritto e penso che si tratti di un primo passo. Aggiungerei la necessità di rendere più trasparenti gli slot disponibili. Quanti sono, in realtà? Sono proporzionati ai bisogni o sono numeri di facciata, per dire “abbiamo aperto le agende?”. In ogni caso, in questa crociata contro le liste di attesa, abbiamo un progetto di sistema che sappia analizzare e individuare tutte le fasi necessarie, le responsabilità, i tempi, le interazioni? Grazie per l’ospitalità.iii

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