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Green Pass: più di centomila chiamate al giorno al call center nazionale

Sono davvero tante le persone che si rivolgono al call center per richiedere assistenza. Se si vorrà consentire l’accesso ad alcuni servizi al possesso della certificazione, bisognerà risolvere tutti i problemi che ne impediscono il possesso.

Il meccanismo di produzione della certificato COVID-19, attraverso la piattaforma nazionale DGC, presenta diverse criticità. Alcune di queste derivano dalla scelta progettuale di centralizzare il processo di firma e di rilascio del documento, operazione che viene fatta in differita rispetto all’evento che origina la certificazione (tampone, guarigione o vaccinazione).

In caso di problemi, siano essi tecnici o dovuti a mancanza o errori sui dati, bisogna ripristinare la situazione a posteriori, operazione non sempre semplice da realizzarsi.

Un elemento di forte criticità è l’inserimento, a mano, di alcuni dati, tra cui l’indirizzo email del paziente. In caso di errori la comunicazione con il codice per scaricare il green pass non arriva e questo innesca una serie di problemi.

Ci sono poi una serie di casi non previsti e quindi gestiti dal processo di rilascio del certificato, tra cui le vaccinazioni all’estero o, sembra, quelle tra le regioni (non ancora a regime).

I problemi, insomma, non mancano e potrebbero accentuarsi qualora il governo decida di consentire l’accesso ad alcuni servizi solo a coloro che possiedano un green pass.

Come sempre vi terrò aggiornati.

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