
Sono davvero tante le persone che si rivolgono al call center per richiedere assistenza. Se si vorrà consentire l’accesso ad alcuni servizi al possesso della certificazione, bisognerà risolvere tutti i problemi che ne impediscono il possesso.
Il meccanismo di produzione della certificato COVID-19, attraverso la piattaforma nazionale DGC, presenta diverse criticità. Alcune di queste derivano dalla scelta progettuale di centralizzare il processo di firma e di rilascio del documento, operazione che viene fatta in differita rispetto all’evento che origina la certificazione (tampone, guarigione o vaccinazione).
In caso di problemi, siano essi tecnici o dovuti a mancanza o errori sui dati, bisogna ripristinare la situazione a posteriori, operazione non sempre semplice da realizzarsi.
Un elemento di forte criticità è l’inserimento, a mano, di alcuni dati, tra cui l’indirizzo email del paziente. In caso di errori la comunicazione con il codice per scaricare il green pass non arriva e questo innesca una serie di problemi.
Ci sono poi una serie di casi non previsti e quindi gestiti dal processo di rilascio del certificato, tra cui le vaccinazioni all’estero o, sembra, quelle tra le regioni (non ancora a regime).
I problemi, insomma, non mancano e potrebbero accentuarsi qualora il governo decida di consentire l’accesso ad alcuni servizi solo a coloro che possiedano un green pass.
Come sempre vi terrò aggiornati.
